Ospitalità diffusa nel paesaggio mediterraneo
L’ospitalità di Masseria Samia si costruisce proprio nell’equilibrio tra due dimensioni. La masseria accoglie gli spazi dell’incontro, della condivisione e del racconto del vino; le suite diffuse tra i vigneti offrono invece una dimensione più raccolta e contemplativa, nella quale il paesaggio diventa presenza quotidiana. Insieme danno forma a un unico progetto, in cui l’architettura non costruisce soltanto luoghi da abitare, ma modi diversi di vivere lo stesso paesaggio.
La masseria rappresenta il cuore dell’intero sistema. Posizionata al centro della tenuta, ospita gli spazi destinati all’accoglienza, alla ristorazione, alla degustazione e agli eventi, organizzati lungo una sequenza fluida che mette in relazione reception, lounge, bar, ristorante e sale comuni con le corti e i giardini.
La strategia progettuale concentra i nuovi ampliamenti sul fronte nord, destinati ai servizi e agli impianti, così da preservare la struttura storica dell’edificio e lasciare inalterata la percezione dei prospetti originari. Gli interventi dialogano con l’esistente senza ricorrere a imitazioni, lasciando che siano la materia, le proporzioni e la luce a costruire l’identità degli ambienti.
L’interno si comporta come un naturale prolungamento del paesaggio. Le superfici a calce, il ritmo delle volte storiche e la presenza della vegetazione introducono una sottile ambiguità tra interno ed esterno. Le aperture non inquadrano semplicemente il panorama, ma selezionano scorci sui giardini, sulle corti e sulla campagna, trasformando la luce e il paesaggio in materiali di progetto.
Fulcro del percorso è la sala degustazione, dove una grande vetrina dedicata alle etichette della cantina dialoga con un’ampia apertura verso il giardino, mentre un lungo tavolo custom occupa il centro della stanza e diventa il luogo nel quale il vino viene raccontato, condiviso e vissuto collettivamente. L’architettura si riduce all’essenziale, lasciando che siano lo spazio, la materia e il rito della degustazione a definire l’esperienza dell’ospitalità.
L’ospitalità prosegue negli spazi aperti che scandiscono l’esperienza della tenuta. Corti, giardini mediterranei, agrumeto, percorsi e terrazzi costruiscono una successione di luoghi caratterizzati da atmosfere differenti, nei quali sostare, incontrarsi o semplicemente osservare il paesaggio.
Le antiche corti, un tempo destinate alle attività agricole, vengono reinterpretate come spazi della convivialità all’aperto, mantenendo il loro ruolo centrale nell’organizzazione della masseria.
Il percorso culmina nella piscina a sfioro, concepita come un elemento di mediazione tra architettura e paesaggio. La superficie dell’acqua si allinea all’orizzonte dei filari, annullando il confine tra costruito e natura e trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza dell’ospitalità.
Ogni progetto di ospitalità nasce dall’identità del luogo e dall’esperienza che si vuole costruire. Se state sviluppando una struttura ricettiva, il recupero di un complesso esistente o un progetto legato al paesaggio, scriveteci. Richiedi un incontro conoscitivo.